martedì 23 settembre 2008

Con le valigie piene di regali per i figli

Nel dicembre del 2003 ho scoperto quanto un disastro possa trasformarsi in un'avventura.

La vigilia della vigilia di Natale Elliot ed io decidemmo di salutarci e di festeggiare il natale alla nostra maniera. Anzi alla maniera inglese (la ormai famous British Way).

Elliot ed io eravamo ottimi amici. Non avevamo quasi niente in comune se non il lavoro.
Io avevo ventidue anni e lui forse ventisette.
Passavamo pomeriggi ad illuderci di poter conquistare le colleghe degli uffici della RMA di Preston.
Sarebbe ingiusto non ammettere che alla fine lui cuccò molto piu di me.

La vigilia della vigilia di Natale l'avremmo passata in giro nei soliti pub del centro, bevendo birra e provandoci con tutto quello che ci passava di fianco.
Si unì a noi anche Paul. Paul Chamber, detto Bob. Uomo mitologico metà umano e metà diabolico che meriterrebbe un capitolo a parte nella biografia dei personaggi della mia vita.

L'indomani avrei invece raggiunto mia madre a Napoli per passare con lei il natale.

Dopo giri di birra, canne, risate senza senso e le uscite di Bob ci ritrovammo metà svenuti a casa mia. Elliot mi avrebbe accompagnato all'aeroporto alle 4 del mattino.
Con l'ultimo guizzo di coscienza gli dissi che un paio di ore di sonno non ci avrebbero fatto male.
Riuscii a risalire le scale e a fiondarmi sul letto, mentre il mio amico invece collassò sul divano con la bava alla bocca.
Alle 4 mancavano ancora due ore al decollo del mio volo.
Alle 5 mancava ancora un'ora al decollo del mio volo.
alle 6, quando aprii gli occhi, il mio volo per Amsterdam era appena partito.

Svegliai Elliot urlando. Lui ci mise qualche minuto a capire cosa stava succedendo.
Ci fiondammo all'aeroporto. La signorina olandese ci prese a cuore.
Io dovevo avere la faccia di un allucinato, metà spenta dall'alcol e dal fumo e l'altra metà in preda al panico.
-"C'è un altro volo per Amsterdam Mister Zassò, ma sono spiacente di informarla che perderà la coincidenza per Naples, non ci sono altri voli per Naples da Amsterdam"
-"o cazzo!!"
-"vuole partire lo stesso Mister Zassò?"
-"mmm ehmmm brrrr frfrfrf....si parto lo stesso, mmmm ehmm brr frrffr, male che vada mi farò il natale ad Amsterdam"
-"E' sicuro di stare bene Mister Zassò??"
-"SI, minchia, stop calling me Mister Zassò....please!

Alle otto presi il volo per la capitale olandese. Una volta sceso chiamai mia mamma e le dissi di non preoccuparsi, che il suo unico figlio aveva appena perso il volo e che non sarebbe mai riuscito ad arrivare a Naples per il cenone della vigilia.
Mia madre che è molto sentimentale si sciolse nelle lacrime. Mi sentii una merda.

Ad Amsterdam resistetti all'idea di chiudermi in un coffee shop per tutto il natale e feci il giro delle sette chiese: BA, Alitalia, Lufthansa, Aeroflot, Iberia, Klm e Air France.
L'ultima mi offrì di andare a Parigi e poi a Roma per una modica cifra.
Accettai sorridendo all'avventura.
Era però l'unico modo di avvicinarmi a Napoli.
Sull'aereo per Paris conobbi una ragazza napoletana che aveva paura di volare. le raccontai le mie disavventure.
All'atterraggio mi confidò che la mia storia l'aveva fatta distrarre e che il volo era stato quasi piacevole.
Alle 17 il volo per Roma era invece vuoto. L'hostess mi chiese in quale terminal saremmo atterrati. Le risposi che quella domanda l'avrei dovuta fare io ma che quel giorno era già stato troppo pieno di emozioni per protestare. Le raccontai la mia storia, si pisciò addosso dalle risate.
A Roma atterrammo alle 20 circa.
Da Fiumicino a Termini non successe niente che valga la pena di raccontare.
A Termini sull'eurostar delle 21.20 avevo un biglietto di prima classe. Non chiedetemi come. Non me lo ricordo.
Sul sedile di fronte al mio (il treno la sera della vigilia di natale era quasi deserto) si sedette una biondissima ragazza americana.
Quando mi chiese se parlassi inglese il cuore mi balzò in gola perchè potevo finalmente sfoggiare il mio inglese british anche sul suolo patrio.
Mi chiese se le valigie all'ingresso della carrozza fossero al sicuro...
Due minuti dopo un tipo stava già cercando di rubarsele.
Urlai correndo per fermarlo, un po' come un bambino farebbe per spaventare i piccioni e farli volare via.
Divenni subito l'eroe della carrozza 7.
E anche amico della ragazza americana. Che poi era in realtà Ucraina, ma da bambina si era trasferita negli USA e ora tornava a trovare l'unica sua parente rimasta viva, una cugina, che viveva a Naples appunto. Una storia struggente.
In due ore di treno ci raccontammo anni di vita, diventammo amici intimi e colleghi di lavoro.
Lei lavorava per la Motorola, si proprio quella dei cellulari.
Il Zax le fece notare che Motorola NON BUONA COME NOKIA, e allora diventammo un po' meno amici. Le mie critiche si concentrarono sull'impossibilità di richiamare il numero di telefono dalla rubbrica e inserirlo come destinatario degli SMS (lo so sono tecnicismi noiosi per voi lettori, ma nel 2003 la motorola faceva abbastanza cacare).
Quando arrivammo a Naples erano le 23.20, lei si sarebbe trattenuta in città per 5 giorni.

-"potremmo andare a bere un coffee prima che riparta"
-"lasciami la tua mail, se posso ti scrivo"

Arrivai a casa di mia madre giusto in tempo per prendere il bicchiere di spumante e brindare alla mezzanotte con tutti i parenti.
Mia madre piangeva di tristezza. Appena mi vide sull'uscio invece di essere contenta pianse ancora di più perchè, lo sapete, è sentimentale.

All'americana bionda non le scrissi perchè il destino era stato già abbastanza generoso con me quel giorno e mi sembrava cattiva educazione insistere.

La fortuna tornò nella norma quando fabio mi appese ad un appuntamento, Elliot si burlò di me per telefono e la KLM mi cancellò il volo di ritorno.
A Capodichino la responsabile del volo per Amsterdam mi disse che io avevo volontariamente cancellato il ritorno ad amsterdam ("ahhh" -pensai io-"...deve essere stato quando una tipa vestita di blu mi ha chiesto in olandese: aksfdhe asiohwef askhfasfejfsod skidsn fhdfhgls... al transfer desk, alla quale risposi WHATEVER!)

Quello che segue nelle note della mia prenotazione, che la signorina gentilmente decise di condividere con me, mi lasciarono piuttosto scioccato. Le possiamo riassumere come segue:

" Mister Zassò si è presentato all'aeroporto di Manchester in ritardo di 90 minuti, mi ha pregato di riprenotarlo sul seguente volo anche se non era possibile. Sono venuto incontro alle sue richieste perchè mi ha mostrato che nella valigia aveva i regali per i suoi figli che non vedeva da tanto tempo. Sarebbe stato davvero crudele lasciarlo a terra".

Mia madre ricominciò a piangere.

1 commento:

ghirigori baumann ha detto...

abbiamo dunque messo su famiglia senza dire niente, mister zassò.
le tue avventure sono meglio di un fumetto di ratman.