sabato 7 febbraio 2009

Non ce l'ho con nessuno, premetto.
Eppure mi capita sempre di incontrare queste persone che non sanno cosa vogliono o se lo sanno non fanno niente per averlo.
In genere sono donne ma capita anche agli uomini.
Li chiamiamo pisciasotto vittimisti.
Sono quelli che vorrebbero sapere se il proprio capo gli rinnoverà il contratto ma hanno paura a chiederlo.
O quelli, i peggiori, che vengono lasciati, ci stanno male un casino, ma non fanno niente per recuperare il proprio partner.

Ok, è una cazzata. Eppure di gente così ce n'è, mi fanno arrabbiare.
Il destino, dicono molti, tutto è regolato dal destino.
citazione:
"I've noticed that even people who believe in destiny, and say: "nothing can be changed",
DO look before they cross the road."


Al destino io non ci credo, eppure qualche volta ho fatto ricorso a questa parola come scusa.

Mi piacciono invece quelli che combattono, che le cose se le sudano, che fanno quello che promettono e che ci credono.
Che se vogliono vederti te lo dicono. Ti telefonano. Che se ti amano, ti baciano.

Esistono le solite due umanità e più passa il tempo e più mi accorgo di far parte di una minoranza talmente sparuta che è diventato improbabile incontrarsi.

La nuova dottrina capitalista ci vuole egoisti, pigri e asocevoli.
Ok, anche qui non c'entra niente.
Ma come devo spiegarlo che le persone a cui mi lego sono sempre di più quelli che non vorrei?

Allora stamattina con tutta la rabbia in corpo e la frustrazione di vivere in una società molle, Silvia ed io abbiamo deciso di fare il pane.
Pane si, ma con le noci.
Ché è tutta un'altra cosa.


GRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Ricetta del pane con le noci (per sbollire la rabbia accumulata)

250 gr di farina di grano duro 00
150 gr di farina integrale (se la trovate)
300 ml di acqua tra i 25 e 27 gradi centigradi.
50 ml di olio d'oliva extra vergine
20 gr di lievito di birra
sale
zucchero
noci sgusciate q.b.
e una buona dose di pazienza.

Portare l'acqua a 25-27 gradi, sciogliere il lievito e girare.
Intanto unire le due quantità di farina in un recipiente di plastica, aggiungere il sale e un "thé spoon" (cucchiaio da thé- c u c c h i a i n o) di zucchero.
Aggiungere l'acqua con il lievito e l'olio d'oliva alla farina e girare con un mestolo di legno.
Quando l'impasto si è fatto omogeneo aggiungere le noci sgusciate che intanto avrete triturato finemente con un coltello.
Impastare con le mani per buoni 30-40 minuti (di meno non vale chè altrimenti non si forma il glutine che-chi-se-ne-frega-ma-pare-che-sia-importante).

poi impastare per 40 minuti.
A seguire impastare per altri 40 minuti
Quando la rabbia sbolle e le braccia iniziano a fare male sarete a metà dell'opera.
Quando il piano di marmo o di legno o di plastica dove state impastanto inizia a dare segni di cedimento vuol dire che il glutine è pronto.

Accendere il forno per 2 minuti e farlo scaldare, tipo 30 gradi.
Mettere l'impasto nella casserola e/o teglia e infornarlo per farlo lievitare.
Almeno due ore se no la rabbia non passa.
Meditazione ZEN nel frattempo.
Quando l'impasto è diventato una cosa enorme ed ha triplicato il suo volume tiratelo fuori senza toccarlo con le mani.
Accendete ora il forno per davvero e portatelo a 120 gradi.
Infornate il pane e lasciatelo cuocere per venti minuti.

Alla fine, se siete ancora vivi, avrete un pane buonissimo quanto ipercalorico.

Buonappetito.


Intanto sentitevi questa canzone che non riesco a togliermi dalla testa.

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