NON AVEVO MAI VISTO UNA PARTITA COSI' BELLA.
Napoli batte Juventus 3 - 1
che serata.
venerdì 26 marzo 2010
martedì 9 marzo 2010
L'amore ai tempi della moto ovvero seconda sostituzione di maternità
Il tira e molla è finito.
E un po' si è perso ed un po' si è vinto.
A me è andato il secondo premio, e mi accontento.
Non mi hanno convertito il contratto a tempo indeterminato.
E ci sono rimasto male perchè me lo avevano promesso e sbandierato sotto il naso per un anno:
stai tranquillo, ti teniamo, ti prendiamo, ti confermiamo, sei già dei nostri e bla bla bla.
Invece la direzione ha deciso il blocco delle assunzioni (e pure qualche licenziamento di dipendenti con contratti deboli: stagisti, a progetto, da cooperative, ecc. che ci sta sempre bene).
Pare che mi abbiano voluto salvare, perchè tengono in ottima considerazione le mie capacità (sarcastico).
E quindi ho firmato un'altra sostituzione di maternità.
Ed ero combattutto per tutta la durata della scorsa settimana, pensavo che avrei potuto prendermi una rivincita, un gesto di orgoglio, uno schiaffo al capitalismo sfrenato e rifiutare il nuovo contratto.
Dare le dimissioni.
...poi ho accettato la seconda sostituzione di maternità (che se no l'affitto chi lo paga?)
A questo punto c'era in ballo la mia nuova collocazione professionale:
tra le promesse fatte la più consistente era l'affidamento dell'amministrazione esteri del nostro gruppo.
Cosa che mi solleticava parecchio, perchè si usano le lingue, perchè è un ruolo di prestigio (anche se non si fa quasi un cazzo).
e questa cosa qui, dopo vari tentennamenti, sono riuscita a strapparla via.
E' ufficiale (almeno fino a stasera alle 17.30) mi occuperò io dell'estero.
Adesso bisogna solo capire come risparmiare 20.000 dal mio stipendio per comprarmi questa:

E un po' si è perso ed un po' si è vinto.
A me è andato il secondo premio, e mi accontento.
Non mi hanno convertito il contratto a tempo indeterminato.
E ci sono rimasto male perchè me lo avevano promesso e sbandierato sotto il naso per un anno:
stai tranquillo, ti teniamo, ti prendiamo, ti confermiamo, sei già dei nostri e bla bla bla.
Invece la direzione ha deciso il blocco delle assunzioni (e pure qualche licenziamento di dipendenti con contratti deboli: stagisti, a progetto, da cooperative, ecc. che ci sta sempre bene).
Pare che mi abbiano voluto salvare, perchè tengono in ottima considerazione le mie capacità (sarcastico).
E quindi ho firmato un'altra sostituzione di maternità.
Ed ero combattutto per tutta la durata della scorsa settimana, pensavo che avrei potuto prendermi una rivincita, un gesto di orgoglio, uno schiaffo al capitalismo sfrenato e rifiutare il nuovo contratto.
Dare le dimissioni.
...poi ho accettato la seconda sostituzione di maternità (che se no l'affitto chi lo paga?)
A questo punto c'era in ballo la mia nuova collocazione professionale:
tra le promesse fatte la più consistente era l'affidamento dell'amministrazione esteri del nostro gruppo.
Cosa che mi solleticava parecchio, perchè si usano le lingue, perchè è un ruolo di prestigio (anche se non si fa quasi un cazzo).
e questa cosa qui, dopo vari tentennamenti, sono riuscita a strapparla via.
E' ufficiale (almeno fino a stasera alle 17.30) mi occuperò io dell'estero.
Adesso bisogna solo capire come risparmiare 20.000 dal mio stipendio per comprarmi questa:

O per aprire una piadineria in Argentina.
Salud!
Salud!
venerdì 5 marzo 2010
Glycerine
E così un altro mese della nostra vita è passato.
Febbraio, se ci pensate, è davvero un mese anonimo.
Dura poco, c'è il bisestile ogni 4 anni da ricordarsi, sanremo, il carnevale (che non capisco come mai ogni anno capita in giorni diversi), fa freddo, si indossano maglioni dai colori improbabili, piove, al lavoro sono tutti incazzati, la busta paga è leggermente più misera.
Insomma forse più che un mese anonimo è solo un mese di merda.
Eppure il febbraio del 2010 è stato importante, mi hanno aperto lo stomaco. Dovrei forse ricordarmene per tutta la vita.
Resta il fatto che questo febbraio non ha segnato il grande passo che speravo.
Il febbraio 2010 non ha sanato i miei dubbi e le mie paure.
Non ha colmato le mie lacune né mi ha regalato notti insonni abbracciato ad una mora con due tette enormi (ognuno c'ha le sue fisse! e qualcun'altro c'ha le sue fesse).
L'agognata Argentina non è più lontana né più vicina.
E' stato, invece, l'ennesimo mese di riflessione, di studio di se stessi, di osservazione.
Ovviamente dai risultati pessimi, come pessimo è il mio umore di questi tempi.
Mi sento ancora incapace di comunicare come vorrei.
E non va meglio nell'interpretare le parole, i gesti, le emozioni degli altri.
Anche qui ho frainteso, mi sono illuso, ho sprecato, ho sbagliato ecc.
Insomma da qui si può solo migliorare.
E quindi facciamo un caldo applauso di incoraggiamento a questo Marzo che è appena iniziato.
Marzo, si sà, è il mese di Marte, della guerra, della forza del...del...del mio compleanno porca miseria!
E quindi deve per forza essere straordinario.
Mentre aspettiamo di vedere se questo Marzo sarà all'altezza delle aspettative vi incollo uno stralcio (bellissimo) del testo di Glycerine, dei Bush:
If I treated you bad you bruise my face
couldn't love you more you got a beautiful taste
don't let the days go by could have been easier on you
I coudn't change though I wanted to
could have been easier by three
our old friend fear and you and me glycerine
don't let the days go by glycerine
I needed you more when we wanted us less
I could not kiss just regress it might just be
clear simple and plain that's just fine that's just one of my names
don't let the days go by could've been easier on you glycerine
Febbraio, se ci pensate, è davvero un mese anonimo.
Dura poco, c'è il bisestile ogni 4 anni da ricordarsi, sanremo, il carnevale (che non capisco come mai ogni anno capita in giorni diversi), fa freddo, si indossano maglioni dai colori improbabili, piove, al lavoro sono tutti incazzati, la busta paga è leggermente più misera.
Insomma forse più che un mese anonimo è solo un mese di merda.
Eppure il febbraio del 2010 è stato importante, mi hanno aperto lo stomaco. Dovrei forse ricordarmene per tutta la vita.
Resta il fatto che questo febbraio non ha segnato il grande passo che speravo.
Il febbraio 2010 non ha sanato i miei dubbi e le mie paure.
Non ha colmato le mie lacune né mi ha regalato notti insonni abbracciato ad una mora con due tette enormi (ognuno c'ha le sue fisse! e qualcun'altro c'ha le sue fesse).
L'agognata Argentina non è più lontana né più vicina.
E' stato, invece, l'ennesimo mese di riflessione, di studio di se stessi, di osservazione.
Ovviamente dai risultati pessimi, come pessimo è il mio umore di questi tempi.
Mi sento ancora incapace di comunicare come vorrei.
E non va meglio nell'interpretare le parole, i gesti, le emozioni degli altri.
Anche qui ho frainteso, mi sono illuso, ho sprecato, ho sbagliato ecc.
Insomma da qui si può solo migliorare.
E quindi facciamo un caldo applauso di incoraggiamento a questo Marzo che è appena iniziato.
Marzo, si sà, è il mese di Marte, della guerra, della forza del...del...del mio compleanno porca miseria!
E quindi deve per forza essere straordinario.
Mentre aspettiamo di vedere se questo Marzo sarà all'altezza delle aspettative vi incollo uno stralcio (bellissimo) del testo di Glycerine, dei Bush:
If I treated you bad you bruise my face
couldn't love you more you got a beautiful taste
don't let the days go by could have been easier on you
I coudn't change though I wanted to
could have been easier by three
our old friend fear and you and me glycerine
don't let the days go by glycerine
I needed you more when we wanted us less
I could not kiss just regress it might just be
clear simple and plain that's just fine that's just one of my names
don't let the days go by could've been easier on you glycerine
lunedì 22 febbraio 2010
Nowhere
Sono ancora vivo.
Anche se non sò più né come né quando.
Domani torno a lavorare.
Tutto quello a cui penso sta in quel cazzo di ufficio.
Il campo visivo dei miei sogni si è molto ristretto.
Non riesco a mettere a fuoco le priorità.
Sono quasi strangolato dalle paure.
Un giorno va bene e il giorno dopo vorrei allontanare tutti.
C'è una sfida che mi chiama:
tornare ad essere Zax.
E' come un percorso di orientiring.
Ci sei solo tu in mezzo al nulla e devi trovare la strada.
E' solo lunga, faticosa e piena di insiedie.
Ma la luce, se ci deve essere una luce alla fine, io la vedo già.
E si chiama sicurezza.
mercoledì 17 febbraio 2010
La guerra ai tempi del blog
Un idiota del Kentucky (o una idota del Kentucky), che vive in una cittadina chiamata Shepherdsville, luogo tristissimo, nella noia del mercoledi sera (ora degli stati uniti centrali) ha scritto su google "you y" e così è arrivato al mio blog.
Questo, che per voi sarà una sciocchezza, mi dà un fastidio che non avete idea.
Chi è questo Yankee che viene a farsi i cazzi miei ?
Che vuole? esportare la democrazia sul mio autoritario blog?
Mi aspetto un lancio di missili patriot digitali che uccideranno la popolazione civile del blog, una invasione di marines cybernetici e petroldollari in tagli da un bit per la ricostruzione.
Oddio è finita.
Questo, che per voi sarà una sciocchezza, mi dà un fastidio che non avete idea.
Chi è questo Yankee che viene a farsi i cazzi miei ?
Che vuole? esportare la democrazia sul mio autoritario blog?
Mi aspetto un lancio di missili patriot digitali che uccideranno la popolazione civile del blog, una invasione di marines cybernetici e petroldollari in tagli da un bit per la ricostruzione.
Oddio è finita.
martedì 16 febbraio 2010
Male è incrociare i flussi.
Come una brava quindicenne che scrive periodicamente sul proprio blog, oggi, dovrei cominciare più o meno così:
caro diario
oggi è stata una giornata di merda.
Crisi di panico a metà mattinata.
bile a mille nel primo pomeriggio.
Sindrome acuta da abbandono verso le 16. (Gli amici preferiscono fare la spesa piuttosto che venirti a trovare, capì o' Zà?)
Fame da lupi per tutto il pomeriggio.
Senza togliere la fastidiosa presenza di mia madre per casa.
Con le sue insistenti domande.
Con la sua idea di controllarmi.
Mi rendo conto di sopportarla sempre meno.
Forse perchè mi fà perdere il controllo della mia vita o forse non sò.
Comunque venerdi dovrebbe tornare a casa sua.
Gigi e Ilaria sono misteriosi. Mi guardano, mi parlano, interagiscono con me, ma mi danno l'idea di tramare qualcosa.
(in realtà sospetto che mi odino, mi sforzo di convincermi che è solo una mia fobia).
Ieri ero molto preso da alcuni ragionamenti sulla complicità, oggi vorrei scappare su di un isola deserta.
Mi scrive M. da Buenos Aires (ah Ghirigori, abbiamo degli amici in comune te l'ho detto? Sono stato a casa di giovanni truppi a Roma qualche settimana fà con M. B. e suo cugino Edo), sta bene, come al solito immerso in mille cose che gli invidio.
Mi piacerebbe raggiungerlo presto. Ma non sò se lo ha capito. Mi voglio trasferire in sudamerica di nuovo.
Magari con Silvia.
No magari quest'ultima cosa no.
Però la lascio lì non la cancello.
caro diario
oggi è stata una giornata di merda.
Crisi di panico a metà mattinata.
bile a mille nel primo pomeriggio.
Sindrome acuta da abbandono verso le 16. (Gli amici preferiscono fare la spesa piuttosto che venirti a trovare, capì o' Zà?)
Fame da lupi per tutto il pomeriggio.
Senza togliere la fastidiosa presenza di mia madre per casa.
Con le sue insistenti domande.
Con la sua idea di controllarmi.
Mi rendo conto di sopportarla sempre meno.
Forse perchè mi fà perdere il controllo della mia vita o forse non sò.
Comunque venerdi dovrebbe tornare a casa sua.
Gigi e Ilaria sono misteriosi. Mi guardano, mi parlano, interagiscono con me, ma mi danno l'idea di tramare qualcosa.
(in realtà sospetto che mi odino, mi sforzo di convincermi che è solo una mia fobia).
Ieri ero molto preso da alcuni ragionamenti sulla complicità, oggi vorrei scappare su di un isola deserta.
Mi scrive M. da Buenos Aires (ah Ghirigori, abbiamo degli amici in comune te l'ho detto? Sono stato a casa di giovanni truppi a Roma qualche settimana fà con M. B. e suo cugino Edo), sta bene, come al solito immerso in mille cose che gli invidio.
Mi piacerebbe raggiungerlo presto. Ma non sò se lo ha capito. Mi voglio trasferire in sudamerica di nuovo.
Magari con Silvia.
No magari quest'ultima cosa no.
Però la lascio lì non la cancello.
lunedì 1 febbraio 2010
L'amore ai tempi del Baumann
Non ricordo cosa ha detto D.
Era venerdi sera credo.
Mi ricordo però distintamente la sensazione di felicità.
Era lei, era maledettamente LEI.
La donna che vorrei. La donna che avrei voluto. La donna che avrò.
Parlava di complicità, di parole non dette, di me.
Perchè i grandi amori sanno aspettare... aspettare e aspettare e aspettare. (maledizione)
E nei grandi amori si è grandi abbastanza per essere complici senza escludere il resto del mondo.
Senza fare un piccolo universo dal quale non esce e non entra niente, (mannaggia!!)
I grandi amori sanno mantenersi senza consumarsi.
D., in un attimo, è diventata il mio 100%.
Era venerdi sera credo.
Mi ricordo però distintamente la sensazione di felicità.
Era lei, era maledettamente LEI.
La donna che vorrei. La donna che avrei voluto. La donna che avrò.
Parlava di complicità, di parole non dette, di me.
Perchè i grandi amori sanno aspettare... aspettare e aspettare e aspettare. (maledizione)
E nei grandi amori si è grandi abbastanza per essere complici senza escludere il resto del mondo.
Senza fare un piccolo universo dal quale non esce e non entra niente, (mannaggia!!)
I grandi amori sanno mantenersi senza consumarsi.
D., in un attimo, è diventata il mio 100%.
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